lunedì 11 novembre 2013

Libro: PROFUMI DAL PIANETA, frammenti di viaggio



Quante volte nella nostra vita ci siamo detti “basta! Adesso mollo tutto e parto!”. Qualcuno lo ha fatto in cerca di fortuna, qualcuno lo ha detto talmente tante volte da non credere neanche più alle sue stesse parole e intenzioni. Qualcun’altro invece, come Riccardo Stuto, lo ha fatto per raccontarci una storia. Probabilmente non era proprio questo il suo proposito iniziale, lui voleva solo prendere e partire, senza troppe pretese, solo mettersi alla prova, sentirsi vivo. Ed alla fine l’ha fatto con la paura e la determinazione quali fedeli compagne di viaggio. Non nuovo alle partenze, visto che vive a Londra già da qualche tempo, Riccardo, in un bel giorno di Luglio, è salito su una nave imbarcandosi alla volta della Corsica e da li la Francia, la Spagna e l’oceano. Fedele compagna di viaggio la sua Kawasaki z750 con circa 60.000 onorabili KM già percorsi
 (a sinistra Riccardo Stuto)

Da questo viaggio e dalla sua esperienza, è nato un libro. Molto introspettivo e a volte critico e romantico allo stesso tempo, si intitola “PROFUMI DAL PIANETA, frammenti di viaggio” ed è strutturato proprio come una raccolta di frammenti e di impressioni. Leggendolo ho avuto l’impressione di essere li con lui, a condividere l’isolamento e la solitudine del suo casco con le parole che rimbombano sulla visiera chiusa, mentre percorre in piena libertà strade che mai aveva visto prima e che probabilmente non sarebbe neanche in grado di ritrovare visto che è partito ignorando completamente la sua meta finale.


Dice di aver scelto la Kawa per la sua linea estetica ed in particolare per il suo “culo” (tipica espressione di chi come noi ama le moto e le considera anatomicamente come donne o comunque esseri viventi n.d.r.), e come non dargli torto visto quanto rivoluzionaria fu la Z750 fin dalla sua uscita e quanto attuale ancora sia la sua linea. Confessa con orgoglio di non aver mai avuto problemi tecnici durante il viaggio. “Un orologio”, la definisce e non nasconde di essersi commosso quando, appena arrivato a Roma al termine del suo viaggio, la moto ha cominciato a dare problemi proprio come se sapesse che il suo compito era stato portato a termine e che poteva finalmente godersi il meritato riposo.
Era un viaggio che avrebbe sempre voluto fare, confessa Riccardo, e finalmente, grazie a coincidenze varie ha trovato il coraggio di farlo. Ostenta orgogliosamente il passato scout ma non nasconde che a poco sarebbe servito in caso di necessità tecniche, e lo scopo della partenza era proprio questo, viaggiare e capire se fosse stato in grado di affrontare le difficoltà. Il suo primo capitolo parla proprio della paura, sensazione alla base del nostro istinto di conservazione e che a volte ci frena, ma allo stesso tempo ci fa sentire vivi.
Molto i riferimenti filmografici, e interessante è anche l’idea di inserire nel libro un cortometraggio (altra passione di Riccardo). Come? Direte voi. Semplice! con una nota a piè di pagina. All’interno del libro è infatti presente una storiella (di cui non vi anticipo nulla) della quale Riccardo ha realizzato anche un cortometraggio, inserendo il relativo link youtube nelle note così che, oltre ad ascoltare le sue parole, possiamo vivere quelle sensazioni magari sullo schermo dei nostri smartphone per poi riprendere la lettura subito dopo. Un’idea a mio avviso innovativa, intelligente e divertente.
Nessuna altra anticipazione, un solo consiglio: se avete voglia di partire con il semplice desiderio si macinare chilometri sulla strada e dentro di voi e state cercando una motivazione, leggete questo libro e tirate fuori sacco a pelo e tenda perché non potrete fare a meno di salire in sella!

Fabrizio


 (Riccardo Stuto ed io)

 (Riccardo Stuto insieme a Stefano Grossi, presidente del Black Bull Dream Team, e Diletta che hanno organizzato l'evento)



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